El dibujante se cree un intelectual y no sabe que es un trabajador. Yo admiro mucho más y respeto mucho más a un plomero que va a casa a cambiarme el grifo y me dice «mire usted esto vale 5.000 pesos y si no le gusta llame a otro». Y yo le digo, sí señor, cámbieme el grifo por favor. A un dibujante lo llaman de una editorial, lo hacen esperar cinco días, le pagan cuando quieren y lo basurean, y el dibujante se aguanta, porque está en el nivel del intelectual, el hombre que no discute precios. Pero el dibujante ha de ser un trabajador en el momento de los precios, después será artista.
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Breccia sabe por Breccia pero mas sabe por Viejo.
Fragmento de una entrevista publicada en el número 11 de BANG! (1974)
Davanti a una testa-biblioteca m’inchino, pensando di onorare non la testa ma la biblioteca.
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Credi di volare e sono calci nel sedere.
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Lavorando accaniti il tempo passa via e non lo vedi. Per vivere a lungo bisogna annoiarsi.
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I più poveri di tutti sono gli stupidi.
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La casa dei genitori è la casa dei figli. Nella casa dei figli i genitori sono ospiti.
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Se uno non ha mai riso a crepapelle assieme a sua moglie non sa cosa sia l’amore coniugale.
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Il gioco è libertà ma la libertà non è un gioco.
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Si può ridere a mezza bocca, ma non si può piangere da un occhio solo.
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Il disprezzo con rispetto: la civiltà è tutta qui.
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Rispetto a ciò che non è, qualunque cosa che è, è un miracolo.
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Non sapendo come cavarsela, la natura ci fa morire.
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Il legno sul quale poserà il mio lungo sonno in un paesaggio a me ignoto ra si scuote al vento.




